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Archivio per la categoria ‘Tecnologia’

Riordinare la propria libreria di mp3 si puo’

21 giugno 2011 Nessun commento

E’ un po di tempo che vorrei riordinare la mia libreria di mp3 in modo da avere tutti i brani con i TAG corretti, le copertine, e soprattutto i titoli delle canzoni (volendo, anche i testi).
Non sono mai riuscito a trovare un programma che mi aiutasse a riconoscere i brani per verificarne la correttezza dei TAG gia’ presenti, e per aggiornare quelli mancanti. Poi mi sono imbattutto in TuneUp, software sviluppato come AddOn di iTunes, che tra le altre cose utilizza una tecnologia di fingerprinting per riconoscere le canzoni non dai tag, ma “ascoltando” l’mp3 e confrontando il fingerprint con un database di musica online.
Bello, ma con una piccola pecca. Non e’ gratis.
Allora mi sono messo di nuovo alla ricerca, e finalmente ho trovato quello che fa per me.
Picard, di MusicBrainz. MusicBrainz e’ un database online di fingerprint e Tag mp3 gratuito sotto open licenses. Come Wikipedia, MusicBrainz e’ mantenuto da una comunita’ globale di utenti. Picard e’ invece una applicazione cross-platform scritta in Python, gratuita, ed e’ il tagger ufficiale di MusicBrainz.

Picard supporta la maggior parte dei formati audio, ed e’ in grado di usare i fingerprint audio (PUIDs), utilizzandoli poi per ricerche o inserimenti su MusicBrainz. Nel taggare i files, Picard usa un approccio album-oriented, che rende piu’ semplice consolidare la propria libreria di mp3.

Per chi poi non si accontenta, un ottimo compagno di Picard e’ MediaMonkey che di per se sarebbe il tagger mp3 migliore in circolazione, ma manca della parte di fingerprinting.

MadiaMonkey e’ in grado di gestire migliaia di audio files senza problemi, aggiornare i tag (usando Amazon come database), sincornizzare con iPhone, iPod e la maggior parte dei mp3 players, rippare CD o convertire file audio nei vari formati, riorganizzare e rinominare i files, creare e gestire playlist di musica, masterizzare cd musicali, e puo’ anche essere usato come jukebox.

Per ora non mi dilungo su come utilizzare entrambi i programmi al meglio. Vi consiglio solamente di provarli.

Categorie:Software Tag:

STRINGS, SDK per Realta’ Aumentata su iOS veloce e precisa

20 giugno 2011 1 commento

Il 16 giugno 2011, qualche giorno fa, una startup, la “String Labs Ltd” ha presentato un SDK (leggesi, roba da sviluppatori) per la AR (Realta’ Aumentata)

String e’ in grado di riconoscere immagini e capire dove sono posizionate nello spazio 3D. E’ una parte di software che puo’ essere inclusa in un progetto iOS, per mostrare grafica 3D sovraimpressa ad una ripresa dalla camera, come se esistesse nel mondo reale. In piu’ puo’ integrarsi con Unity, per sviluppare apps 3D senza scrivere del codice.

http://www.youtube.com/watch?v=3ptgiJV43nE&feature=player_profilepage

Spiegarlo non e’ semplice… guardatevi la presentazione.


Categorie:Software Tag:

YUMI – Multiboot USB Creator (Windows)

18 maggio 2011 Nessun commento

YUMI (Your Universal Multiboot Installare) e’ il successore di MultibootISOs. Questa utility permette di creare un Multiboot USB Flash Drive, contenente piu’ sistemi operativi, utility, antivirus, tool diagnostici, e quant’altro. A differenza di MultiBootISO, che usa “grub” per avviare un ISO direttamente dalla chiave USB, YUMI usa syslinux per avviare distro caricate sulla device USB, e passa a grub solo se necessario.

Creazione di un YUMI Multiboot MultiSystem USB Flash Drive

YUMI Main Multiboot Boot Menu

Come creare un Flash Drive Multiboot

  1. Esegui* YUMI-0.0.1.3.exe e segui le isctruzioni su schermo
  2. Esegui il programma nuovamente per aggiungere “Add More” ISO/Distribuzioni
  3. Riavvia il PC e fai il Boot dal Flash Drive USB
  4. Seleziona una distro

Se YUMI si trova nella stessa cartella dove tenete le vostr iso-distro, nella maggior parte dei casi YUMI sara’ in grado di rilevare la loro presenza automaticamente.

IMPORTANTE: Windows Vista e 7 Installers potrebbero presentare problemi con le distro Ubuntu e altre distro basate su di essa (esempio Linux Mint) causando un blocco al boot. Un fix veloce consiste nel rinominare la cartella Windows SOURCES nella root del drive USB.

Potete trovare il sito a questo indirizzo, o scaricare direttamente da questo link.

Categorie:Software Tag:

Office 2007 e stampa selezione

24 febbraio 2011 Nessun commento

Non so se ve ne eravate gia’ accorti… io no… io non stampo mai nulla, cosi’ non consumo carta e inchiostro. Pero’ alcuni miei clienti fanno uso pesante della stampa delle email.
Qualcuno di loro e’ arrivato a dover installare Office 2007, e mi ha fatto notare una cosa.
In Outlook 2007, a differenza dei suoi predecessori, non c’e’ piu’ l’opzione di “stampa selezione”. Se volete stampare una email, la dovete stampare TUTTA (o solo le pagine pari o solo le dispari).
Non si capisce perche’ abbiano fatto questa scelta, che effettivamente e contro ogni logica. E’ uno spreco di carta e inchiostro (le email che hanno con se tutta la storia di risposte, possono diventare molto lunghe, come ben sapete). Come fare per ovviare a questo problema?

1) Prendete l’email che volete stampare solo in parte, premete INOLTRA, e poi cancellate tutto quello che non vi interessa stampare
2) Se il messaggio e’ in HTML, potete aprirlo, premere “Altre azioni”, “Visualizza nel Browser”, e poi stampare dal browser la selezione che volete. Perderete pero’ cosi’ gli header del messaggoi che normalmente Outlook stampa
3) Usate un addon esterno, a pagamento, che pero’ vi da anche altre funzionalita’ utili, come per esempio Blueprint per Outlook della Savvisoft, che costa 20$ per singola licenza, o meno in caso di licenze multiple, e potete provarlo in Trial per 30 giorni.
4) Vi installate un programma per creare PDF come PDFCreator , freeware, e stampate la mail intera in pdf, poi dal pdf che vi viene aperto in automatico, selezionate e stampate solo quello che vis erve.

Se avete altri modi, fatemi sapere…

Categorie:Software, Tecnologia Tag:

Virus MBR, a volte ritornarno…

15 febbraio 2011 2 commenti

Tanti tanti anni fa, si parla di quando ero un ragazzo e avevo il 486, andavano di moda i virus MBR… virus minuscoli che si insidiavano nel Master Boot Record degli HardDisk, e da li facevano i loro comodi. Poi, vuoi per la loro crescente complessita’, vuoi perche’ era facile, allora, trovarli, i virus si sono evoluti e sono andati a insidiare altre parti del disco.

Mi e’ capitato recentemente di dover “ripulire” un paio di portatili. Di solito me la cavo con qualche scan di antivirus, e qualche operazione “manuale”. Invece questa volta, dopo giorni e giorni di pulizie, non riuscivo ad avere un sistema operativo totalmente stabile e funzionale. Ogni tanto mi tornava fuori qualche Trojan qua e la… avevo un errore ricorrente nel svchost.exe… ma gli antivirus (Avg, Spybot S&D, Trojan Remover) non trovavano nulla di particolare. Allora mi sono deciso a indagare piu’ a fondo.

E sono venuto cosi’ a conoscenza del TDL3 (o TDSS, dipende come sempre dall’antivirus) e dei suoi compagni di merende, i rootkit MBR.

Come funziona il TDL3? Beh, e’ molto, molto sagace. Prima di tutto, non e’ un virus nuovo.. e’ in giro da fine 2009, e nonostante questo, non viene tutt’ora rilevato dagli Antivirus (da qui, AV).
E’ un rootkit kernel mode, capace di nascondersi, appunto, nel kernel, cosi’ da eludere gli AV. Ad aggravare la cosa, il team che lo ha programmato, almeno agli inizi del 2010, era costantemente attento alle tecniche sviluppate dagli AV per trovarlo e rimuoverlo, tanto da arrivare ad aggiornare il TDL anche piu’ di una volta al giorno. Il dropper del TDL3, quando viene eseguito, necessita dei privilegi di amministratore, carica in memoria il diriver del rootkit, e se ci riesce diventa impossibile da rilevare. Se l’UAC e’ disabilitato, il dropper e’ in grado di infettare anche Vista e Seven.

I vari files del TDL3, ossia il driver, 2 librerie e 1 files di configurazione, sebbene gia’ non rilevabili, vengono poi messi in una filesystem proprietario e criptato con tanto di MFT, negli ultimi settori del disco fisso. La lettura/scrittura dei dati criptati in questo FS avvene on-the-fly da parte del virus stesso.

Il rootkit poi infetta un driver di sistema (ad esempio atapi.sys), aggiungendo 824 Bytes del suo loader nella sezione del file dedicata alle risorse, e reindirizza l’entry point del file per fare eseguire questo loader, che poi si incarichera’ di far partire il rootkit dal file system criptato. Il driver originale pero’ non viene alterato di dimensioni, e per fare si che non si notino differenze nemmeno con un hash del driver stesso, il rootkit applica dei filtri a livello di I/O per impedire agli AV di leggere il vero contenuto del disco, nascondendo il driver infetto e gli ultimi settori del disco.

Il computer, una volta infettato, diventa uno zombie in attesa di comandi da parte dei programmatori. Comandi che vengono trasferiti ciptati per mezzo di SSL (tanto per non lasciarsi scappare nulla ad un eventuale sniffer). Il rootkit poi inietta all’interno dei processi, specialmente dei browser, le proprie dell (tdlcmd.dll e tdlwsp.dll, che risiedono nel filesystem criptato), e reindirizzano la navigazione degli utenti simulando i click (probabilmente per l’online advertising). Questo almeno a gennaio 2010. +

E ora, come liberarsi di questa bestia nera? Beh, i Kaspersky Lab hanno rilasciato TDSSKiller.exe, un programmino in grado di rilevare e rimuoverere il TDL3, e magari anche qualche suo parente rootkit MBR. Lo potete trovare, free, a questa pagina con le relative istruzioni in inglese.

Altra utility un po piu’ generica, utile per trovare un po tutti i virus MBR, e’ MBRCheck.exe. E’ in grado di riparare e correggere MBR corrotti/infettati in pochi step. La potete trovare a questa pagina, sempre con istruzioni in inglese.

Una ultima utility, ancora piu’ da “smanettoni”, e’ GMER, a questo indirizzo.

Un paio di applicazioni interessanti per iPhone

21 dicembre 2010 2 commenti

Lo so, alla fine ho ceduto, e ho affiancato al mio BlackBerry anche un iPhone 4. O meglio , sto aspettando che la Apple si decida a consegnare questi benedetti telefoni alle compagnie telefoniche (aspetto da 1 mese e mezzo), ma per ora non ha fatto altro che saltare le consegne.

Comunque, ho individuato un paio di applicazioni che sicuramente faranno parte del “parco apps” installate sul mio futuro iPhone. Si tratta di apps utili soprattutto se si e’ in viaggio all’estero.

La prima si chiama Word Lens. Si tratta di una apps che utilizza un OCR e la realta’ aumentata per fornire traduzioni in tempo reale (anche senza connessione a internet) di tutto quello che passa nella fotocamera del vostro melafonino. Al momento funziona solo con inglese e spagnolo.

Come potete vedere, il risultato e’ molto pulito, perche’ vengono sostituite solo le scritte, e vengono lasciati intatti disegni e logo.
Speriamo aggiungano almeno il giapponese…

La seconda applicazione e’ Google Googles (era gia’ disponibile per Android).
Questo programma, in pratica, utilizza la fotocamera e il motore di ricerca di Goggle per trovare informazioni riguardanti il soggetto della foto.
Per capire meglio, guardate questo video

Categorie:iPhone, Tecnologia Tag:

Un Hack del Kinect ed ecco il primo pupazzo virtuale

19 novembre 2010 Nessun commento

Come sapete, il giorno stesso dell’uscita del Kinect, un hacker attraverso il reverse-engineering, ha reso disponibili dei drivers per collegare la periferica ad un comune pc, e successivamente anche ai mac.

Bene, Emily Gobeille e Theo Watson, utilizzando un Kinect collegato ad un lapton con i drivers libfreenect e ofxKinect (l’open framework), ha creato in un giorno il primo pupazzo virtuale comandato dal movimento delle mani.

Categorie:Hardware, Software, Tecnologia Tag:

BlackBerry PlayBook

28 settembre 2010 Nessun commento

Il nuovo PlayBook, il tablet di BlackBerry,nato per il business, sembra molto interessante.

http://www.youtube.com/watch?v=eAaez_4m9mQ

PMI.IT dice:

Dal punto di vista hardware PlayBook è dotato di CPU dual-core a 1GHz e schermo da 7 pollici multitouch con risoluzione 1024 x 600 pixel. Il tablet include inoltre due fotocamere per la realizzazione di video e per le videoconferenze, in grado di registrare materiale in HD, oltre ad una porta HDMI per presentare le proprie creazioni all’interno di un display esterno. Il dispositivo si affida alla connettività Wi-fi e Bluetooth ed offre connettori microHDMI e microUSB. In un prossimo futuro il gruppo prevede il rilascio di versioni dotate di connettività 3G e 4G.

Il sistema operativo adottato è il nuovo BlackBerry Tablet OS, il cui cuore operativo, basato sull’architettura QNX Neutrino, si presenta altamente affidabile, flessibile e sicuro, con avanzate caratteristiche multimediali e un vero multitasking. Il nuovo OS offre inoltre una avanzata piattaforma di sviluppo indirizzata agli sviluppatori e ai dipartimenti IT, oltre al pieno supporto di tecnologie quali Adobe Flash, Adobe Mobile AIR, HTML5, Open GL e Java.

Categorie:BlackBerry Tag:

Reflown casalingo, ovvero come unire cucina e informatica per riparare schede guaste

14 settembre 2010 7 commenti

Premetto, quello di cui sto per scrivere non e’ la panacea di tutti i mali. Funziona, e l’ho provato io stesso, ma non lo fa sempre, e non per tutti i guasti. E soprattutto, una buona attrezzatura, il non avere fretta, e un pizzico di fortuna, aumentano la possibilita’ di riuscita.

Cosa e’ il Reflow (o “rifusione”)? E’ un metodo di saldatura per il quale viene utilizzato del calore controllato (per mezzo di forni speciali, lampade a infrarossi, o saldatori ad aria) per effettuare saldature su circuiti dove non e’ possibile utilizzare un normale saldatore (ad esempio nei circuiti “surface mounted” dove i componenti sono troppo piccoli) o perche’ si rischia di danneggiare i componenti con il calore eccessivo.

Questa tecnica puo’ essere utilizzata anche a casa, con risultati spesso incredibili, per riparare circuiti di computer.

Per comprendere questo, bisogna avere chiaro il PERCHE’ alcune schede si “rompono”.
In realta’, i casi in cui sono i componenti delle schede a rompersi, sono abbastanza rari. Capita di poterli vedere anche a occhio nudo, Come condensatori “gonfi” che causano instabilita’ del sistema, chip “scoppiati”, e via dicendo. Spesso invece capita che si creino delle micro fratture nelle saldature tra i componendi e la scheda su cui sono montati. Vuoi per la temperatura a cui sono soggette tali schede durante l’uso (espansione termica), vuoi per sollecitazioni manuali (montaggi, urti, ecc.), alcuni componenti non hanno piu’ un contatto elettrico con le piste dei circuiti, causando instabilita’, artefatti nel caso delle schede video, addirittura la non “partenza” come nelle schede madri.

La tecnica del Reflow permette di sciogliere gli acidi usati nelle saldature al momento della fabbricazione, che portano alla rifusione dello stagno (non e’ la temperatura diretta in ser se grazie alla temperatura diretta, perche’ lo stagno fonde a 232 gradi), e al ripristino del contatto elettrico difettoso.

Di seguito vi racconto cosa ho fatto e cosa ho sbagliato, nel caso della XFX. Il mio e’ solo un modo di condividere la mia esperienza, e non mi assumo responsabilita’ se qualcuno di voi vorra’ tentare di fare la stessa cosa a casa sua.

Passiamo alla pratica.

Ho testato il sistema con 3 schede video e una scheda madre.

1 – TwinTech 8800GTX (che presentava artefatti a video)

2 – POW 8800GTX (completamente morta)

3 – XFX 9800 GX2 (compeltamente morta)

4 – Asus M2N32-SLI Deluxe (instabile, non riusciva nemmeno a terminare un boot)

E posso dire di aver ottenuto ottimi risultati, a parte in un caso.

Qui di seguito ho documentato il procedimento:

Prosegui la lettura…

Categorie:Hardware, Tecnologia Tag:

Provato Kinect in anteprima nazionale

6 settembre 2010 Nessun commento

Sabato 4 settembre 2010 ho avuto la possibilita’ di provare Microsoft Kinect all’Aquafan di riccione, in anteprima nazionale (in commercio uscira’ in novembre).

Il filmato non e’ un gran che’, avevo solo il cellulare con me, e ovviamente non mi sono potuto filmare da solo.

Quello che posso dire e’ che sono rimasto piacevolmente sopreso. L’unico difetto e’ il ritardo tra il movimento e il riconoscimento da parte della periferica, di circa mezzo secondo o poco piu’. Puo’ sembrare poco, ma per chi gioca, puo’ , anzi fa, la differenza. Non sempre si riesce ad anticipare il gesto, o il salto, o quello che serve, del tempo necessario perche’ venga eseguito nel momento giusto. Mi e’ stato pero’ assicurato che la versione di Kinect che ho provato era una Debug, e chi ha provato la versione Beta assicura che la risposta della periferica e’ piu’ veloce.

Ho provato un paio di giochi, uno di guida e uno di zattere sul fiume. Giochi acerbi, ma comunque divertenti. Il gioco di guida si usava tenendo le mani come su un volante, e usando anche il corpo per effettuare i drifting (inclinandosi), usare il turbo (tirando il “volante” verso il petto e poi spingendolo in avanti) e i giri della morte in volo (inclinandosi indietro con il volante al petto).

Il gioco di rafting invece richiedeva spostamenti laterali e inclinazioni del corpo per dirigere il gommone, e salti per aumentare l’altezza dopo le rampe e raggiungere i bonus. Alzando le mani durante un salto si aumentava l’altezza dello stesso.

Direi che la periferica funziona, quello che serve ora sono i giochi che la sfruttino a dovere. Resteremo a vedere cosa ci portera’ Babbo Natale.

Categorie:Giochi, Hardware, Tecnologia Tag:

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